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Chissà quante volte avrete sentito nominare i maiali da tartufo, e quante volte vi sarete chiesti se esistano davvero o non siano una semplice leggenda! Vi rispondiamo noi: i maiali da tartufo esistono eccome o, meglio, esistevano, in quanto ora non vengono più utilizzati per vari motivi. Se avrete la pazienza di leggere questo articolo, vedremo di raccontarvi la storia di questi suini tanto bravi a scovare i tartufi!

Perché si utilizzavano i maiali da tartufo?

In tempi passati, nemmeno troppo lontani (in Italia il divieto di cercare tartufi con i maiali risale al 1985), nei boschi avreste trovato i cavatori con il loro maialino al guinzaglio, mentre cercavano di scovare i tartufi migliori.

Ma perché venivano utilizzati proprio i maiali? Perché questi ultimi, oltre ad essere ghiottissimi di tartufo, hanno un fiuto molto sviluppato, e riescono a scovarli fino a tre metri di profondità. Inoltre il tartufo ha un profumo molto simile all’odore degli ormoni sessuali del maiale maschio, e quindi attira irresistibilmente le scrofe (motivo per cui sono utilizzate molto di più dei maschi). Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che il maiale è abituato per istinto a procacciarsi il cibo scavando nel terreno, il gioco è fatto!

Pare che si facesse ricorso ai maiali da tartufo fin dai tempi dell’Impero Romano, anche se le prime testimonianze documentate risalgono al XV secolo.

In Francia nel ’600 il Tartufo Nero veniva cercato con i maiali, e negli stessi anni anche in Italia, in Piemonte, il pregiato Tartufo Bianco d’Alba, veniva cercato sempre con i maiali da tartufo. Alla corte dei Savoia si organizzavano vere e proprie “battute di cerca”, a cui partecipavano i nobili per divertimento personale.

Si dice che si cominciarono ad utilizzare i cani proprio perché più eleganti e confacenti ad un hobby regale come quello ma, come vedremo, i motivi sono molti più pratici!

Maiali da tartufo caratteristiche

Maiali da tartufo: perché non vengono più utilizzati?

Col tempo, anche prima dei divieti di utilizzarli, i cavatori cominciarono a servirsi meno dei maiali da tartufo, preferendo i cani appositamente addestrati. I suini erano molto meno “gestibili” per una svariata serie di motivi:

  • Erano così ghiotti di tartufo che, spesso, oltre a scovarli, finivano per mangiarseli.
  • Quando individuavano la loro preda, cominciavano a scavare forsennatamente col muso, distruggendo piante, radici, e tutto quello che c’era intorno.
  • Spesso raggiungevano una stazza così elevata che diventava un problema trasportarli e, soprattutto, scansarli per allontanarli dai tartufi.

Insomma, i maiali da tartufo non erano molto gestibili, e per questo motivo si cominciarono ad utilizzare, e si utilizzano tuttora, i cani, quelli che tutti noi siamo abituati ad associare ai cavatori di tartufi.

Ma perché i cani, che hanno un fiuto meno fine dei maiali, sono meglio di questi ultimi? Per i seguenti motivi:

  • Sono più facilmente addestrabili.
  • Sono molto obbedienti e veloci nella cerca.
  • Non danneggiano il terreno dove trovano i tartufi, ma si limitano ad indicarlo al padrone che, col vanghetto, procederà a cavarli e a ricoprire la buca subito dopo.

Proprio per quest’ultimo motivo, quindi per promuovere una cerca dei tartufi “sostenibile”, che non rovini i terreni e le piante con le quali questi ultimi vivono in simbiosi, dal 1985 il divieto di utilizzare maiali da tartufo ha mandato questi ghiotti suini in pensione, con buona pace dei contadini di una volta che, dopo la giornata di lavoro, si recavano con la loro scrofa alla ricerca di qualche prelibatezza da rivendere!

Tartufi Fortunati: una passione per la cerca!

Maiali da tartufo Fortunati Antonio

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